Il ringraziamento del Presidente della Repubblica
Riportiamo qui di seguito il testo integrale del telegramma inviato dal Presidente della Repubblica al Comitato promotore, a seguito del ricevimento e della visione di una copia del video “Lina Merlin, la Senatrice - Una madre della Repubblica”:
<<
A Lina Merlin, come Parlamentare, era ben chiara l’idea che i valori pubblici, per divenire operanti, debbano essere incardinati in leggi dello Stato, soprattutto alla sua incisiva partecipazione ai lavori della Costituente si deve l’inclusione del principio di parità tra i sessi e la valorizzazione del ruolo delle donne italiane all’interno della famiglia, della società e del mondo del lavoro. La tutela costituzionale del principio di non discriminazione e di uguaglianza di genere ha costituito il presupposto per leggi e sentenze a favore delle donne.
Prima donna a parlare al Senato della neonata Repubblica, da quel lontano 10 giugno 1948 non ha mai cessato di operare per i diritti di chi non aveva diritti, per i gruppi svantaggiati della popolazione: i lavoratori manuali, in special modo i braccianti del Polesine, le donne in difficoltà, i senza voce come i bambini.
Le motivazioni all’origine della legge, che ha preso il suo nome e per la quale viene troppo riduttivamente ricordata, rendono bene il carattere pragmatico del suo impegno politico: “questo progetto non mira ad abolire quello che in una società costituita come la nostra è insopprimibile, cioè il mercato dell’amore, ma intende togliere di mezzo lo sfruttamento che si fa della prostituzione all’ombra delle leggi dello Stato”.
La personalità di Lina Merlin, il suo modo intelligente, determinato, tollerante e concreto di interpretare il ruolo di parlamentare hanno lasciato un segno durevole nella memoria di chi l’ha conosciuta. Io stesso ricordo la sua inconfondibile presenza nell’aula parlamentare all’inizio della mia attività di deputato.
Esprimo perciò il mio più vivo ringraziamento a chi ha reso possibile la realizzazione di questo filmato. In particolare vorrei ricordare il contributo della cara amica e collega Giglia Tedesco, altra importante figura femminile della nostra Repubblica.
Se l’ordinamento giuridico del nostro Paese risponde ad una concezione eticamente più alta di convivenza civile, si deve anche all’impegno di Lina Merlin, di Giglia Tedesco, di tante altre donne politicamente attive.
Mi auguro che il loro ricordo serva di sprone ad altri, parlamentari e comuni cittadini, perché si impegnino alla costruzione di un paese migliore più attento ai bisogni dei deboli.>>
Roma, Aprile 2008
Giorgio Napolitano